Scopriamo i parchi e i giardini misteriosi in Italia

Quando la natura incontra l’arte, la magia, e il mistero e la letteratura quello che ne scaturisce è sempre spettacolare e degno di interesse. È il caso di questi giardini italiani, luoghi dalla storia incredibile che spesso nascondono risvolti affascinanti e talvolta addirittura misteriosi. Vediamo insieme quali sono e quali sono le loro particolarità.

Labirinto della Masone

I labirinti sono strutture affascinanti e misteriose: nei labirinti si possono trovare mostri, come insegna il mito del Minotauro; nei labirinti le nostre più grandi paure prendono corpo, come insegna Harry Potter e il Calice di Fuoco. Otto ettari, 200.000 bambù di sette diverse varietà, e tre chilometri di percorsi interni: sono questi i numeri del Labirinto della Masone (Fontanellato) che si ispira a quello stile romano con angoli retti e quartieri comunicanti aggiungendo, rispetto al modello di partenza, trappole e vicoli ciechi. Una volta entrati nel labirinto si perde completamente la cognizione dello spazio e del tempo (viene fornito un numero d’emergenza da chiamare nel caso in cui non si trovi l’uscita): potresti essere ovunque, in Thailandia, in Louisiana, nei meandri della tua mente Oltre al magnifico labirinto, Franco Maria Ricci ha messo insieme un’eclettica collezione privata che comprende 500 opere tra pitture, sculture e oggetti d’arte che risalgono a un periodo che va dal ‘500 al ‘900. La sezione dedicata alla morte e quella dedicata a tutti i libri pubblicati dalla casa editrice sono davvero incredibili.

Il bosco Isabella

Definito giardino romantico ed esoterico, il Bosco Isabella costruito alla fine dell’Ottocento da Odoardo Luchini, un senatore del Regno con la passione per i giardini all’inglese. Questo bosco che si trova nelle vicinanze di Siena è una sinfonia di muretti a secco, vicoli, ponticelli, e piccoli stagni perfettamente integrati nella natura idilliaca in cui sono immersi, composta in prevalenza da sequoie, cedri del Libano, pini europei, cipressi, tigli, castagni, olmi, aceri, agrifogli, ciliegi selvatici, allori e acacie. Quella che può sembrare una semplice costruzione a piramide al centro del giardino, è in realtà un simbolo importante, nonché la chiave per decifrare il vero significato del giardino: la famiglia Luchini apparteneva a una loggia massonica e ogni cosa all’interno del giardino ha una disposizione precisa (alcuni alberi sono piantati di tre in tre, la siepe di Bosso a forma di cerchio che rappresenta l’occhio che tutto vede) poiché rappresentano un percorso iniziatico da seguire.

Giardino Incantato delle Teste

A pochi chilometri dal centro di Sciacca il visionario Filippo Bentivegna ha scolpito all’interno della sua proprietà oltre 20.000 teste: le ha scolpite per 50 anni, nelle rocce, negli alberi, nelle siepi e quando la pietra terminò, creò dei cunicoli per estrarne altra. L’atmosfera all’interno del castello è a dir poco surreale e, non per niente, si è guadagnato l’aggettivo “incantato” e nel 2015 il titolo di luogo di interesse storico.

Il parco dei mostri

Uno dei parchi più antichi e misteriosi d’Italia. Il Parco dei Mostri, chiamato anche Sacro Bosco di Bomarzo, si trova in provincia di Viterbo e nei suoi tre ettari di foresta di conifere e latifoglie accoglie moltissime sculture in basalto del XVI secolo. Le statue ritraggono animali mitologici, divinità e mostri: i primi mostri mitologici che si incontrano all’ingresso del parco sono, appropriatamente, delle sfingi con un’iscrizione sibillina “Tu ch(e) entri qua p(c)on mente/parte a parte/et dimmi poi se tante/maraviglie/si en fatte per incanto/pur arte”. Le sfingi rappresentano soltanto il principio del mistero che circonda il parco, poiché non si conosce il vero scopo della sua creazione: si sa soltanto che venne progettato dal principe Vicino Orsini e dal grande architetto Pirro Ligorio nel 1552 forse in onore dell’amata moglie appena morta, Giulia Farnese. Il Parco dei Mostri di Bomarzo si inserisce nell’erudita cultura architettonico-naturalista del secondo Cinquecento, ma rimane comunque un unicum, in Italia e in Europa.

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